Citizen Kane - indie rock band

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Recensioni

giugno 2009 - recensione + intervista su Il Sottosuono

da "Il sottosuono" (maggio/giugno 2009)
Il Male bianco, silenzioso infiltrarsi di immobile apparenza, al riparo dagli interrogativi del nostro tempo e da una voglia di sapere sempre più rarefatta che resta invece tristemente limitata al concreto sopraffare della vita moderna. I Citizen Kane centrano in pieno l'obiettivo e con il loro ultimo disco, il Male bianco appunto, prendono di petto un tema scomodo come quello della disinformazione, voluta da pochi, subita dai più che immobili, in trappola, immemori, in bambola, restano a guardare. Ed è proprio contro questo stare a guardare che i Citizen puntano il dito.

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gennaio 2009 - Recensione del concerto al Sinister Noise (Roma)

 da “Il sottosuono”

Recensione del concerto al Sinister Noise
22 gennaio 2009

CITIZEN KANE (trio)

Post-rock: definizione semplice, diretta, forse abusata. Contiene in sé la decadenza del presente e le vestigia di un passato glorioso, coniuga XX e XXI secolo, cercando di rivelare squarci di futuro. I Citizen Kane possono essere tranquillamente ascritti a questo genere, con dei dovuti distinguo. “Il giardino dei rimorsi”, pezzo che apre la performance al Sinister Noise, arriva a planare dalle parti degli ultimi Marlene Kuntz, più autoriali e soffusi.Testo introspettivo, che ritroviamo anche nella citazione letteraria di “Chiedi alla polvere” (e non è la prima volta, John Fante evidentemente è un autore di riferimento per parecchi musicisti), e in “Storie false di separazioni”, un altro brano che si eleva su tutti. Colpisce la coerenza della performance. Tredici brani e meno di un’ora di musica bastano a calarsi perfettamente nelle sonorità della band. Il genere è contradditorio, le linee melodiche non troppo dissimili possono piacere o non piacere, e i non estimatori del genere continueranno a rimanere della loro opinione. Qui basta dire che i Citizen Kane suonano un post-rock lineare ed equilibrato, utile alla definizione di un mondo musicale che, dagli Slint in poi, ha sempre cercato un giusto compromesso tra melodia e rarefazione sonora.

V. S.

 

CK Contatti

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